Santa Maria delle Grazie a Brera

Quando le pietre viaggiano
Via Brera, 28 | Palazzo Brera | Milano

Esiste un legame fisico e tangibile tra la celebre basilica Santa Maria delle Grazie e Palazzo Brera: un legame materiale, fatto di pietra, lavorata in stile barocco e ricca di decorazioni e significati. Un portale laterale, un tempo parte della chiesa, fu smontato e oggi si trova in un cortile di Brera, dietro il Palazzo Landriani.

Sulla sua superficie è incisa la frase “Ave Gratiarum Piissima”, un saluto rivolto alla Vergine Maria che si può tradurre come: “Ti saluto, o piissima Madre delle Grazie”. Ogni parola racconta qualcosa. Ave è il classico saluto latino, “ti saluto” o “ti auguro ogni bene”. Gratiarum significa “delle Grazie”, riferimento diretto alla chiesa di origine. Piissima è il superlativo di pia, cioè “devotissima”, a sottolineare la profonda venerazione verso la Madonna.

Questa iscrizione è come una vera e propria “carta d’identità”: anche lontano dalla sua collocazione originaria, il portale continua a dichiarare il suo legame con la basilica che custodisce il Cenacolo di Leonardo da Vinci. Ma perché questo portale fu spostato a Brera?

Per un periodo, come accadde a molte chiese milanesi, anche Santa Maria delle Grazie venne arricchita da decorazioni barocche: elementi più elaborati e scenografici, espressione del gusto di un’epoca successiva. Con il tempo, però, si decise di restituire agli edifici il loro aspetto originario, rimuovendo le aggiunte barocche.

Così uno dei portali laterali venne smontato, ma non distrutto: fu salvato e trasferito a Brera, che stava diventando un importante centro di arte e studio. Qui trovò una nuova vita: non più ingresso a uno spazio sacro, ma nel cortile di Palazzo Landriani, dove era trasferito l’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere.

 

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